Paola

Posted on sabato 31 marzo 2007

Paola è un comune di circa 20.000 abitanti facente parte della Provincia di Cosenza.

Storia Incerte sono le origini di questo comune. Alcuni studiosi ritengono che la cittĂ  venne fondata da Lucio Paolo Emilio mentre altri ritengono che il nome di Paula venne mensionata dal Duca di Puglia e di Calabria in una sua donazione. Negli anni del 500 viveva in questo comune Francesco d’Alessio e sarebbe in seguito divenuto San Francesco di Paola morto nel 1507. Lo sviluppo di questo territorio avverrĂ  all’insegna di questo frate che raggiunse in breve tempo un’importanza mondiale. Nel 1496 Paola venne identificata “CittĂ ” da AlfonsoII e Ferdinando II d’Aragona, successivamente, nel 1555, i saraceni attaccarono le coste della cittĂ  saccheggiando e incendiando il Convento dei Frati Minimi fondato da San Francesco di Paola . Nel 1852 la cittĂ  partecipò al movimento garibaldino. Di notevole iportanza risultò essere la costruzione della ferrovia Paola Cosenza avvenuta nel 1910.

Economia Il comune di Paola presenta una notevole importanza di attivitĂ  commerciali del settore terziario legate soprattutto all’affluenza di pellegrini e devoti di San Francesco. Numerose sono anche le attivitĂ  turistiche quali Hotel, Agriturismo e villaggi che si riversano su una bianca spiaggia. Centro ferroviario, Paola presente importanti realtĂ  economiche legate al mondo delle Ferrovie.

Caratteristiche Il Comune di Paola risulta essere un’importante centro ferroviario confinante con i comuni di San Lucido e Fuscaldo. San Francesco di Paola, patrono della cittĂ , possiede numerosi devoti e pellegrini che ogni anno affluiscono verso questo territorio rifugiandosi in preghiera. Numerose e di notevole interesse sono le fontane installate nella cittĂ  ognuna delle quali mostra un particolare stile architettonico.

Amministratore @ 15:14
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San Francesco di Paola

Posted on venerdì 30 marzo 2007

Francesco di Paola, eremita vissuto tra il 1416 e il 1507, fu fondatore dell’Ordine dei Minimi.

San Francesco di Paola

Storia Francesco da Paola nacque il 27 Marzo dell’Anno 1416 da Giacomo Alessio e da Vienna di Fuscaldo. La coppia aveva per molti anni atteso un pargolo ma invano, così fecero preghiera a San Francesco d’Assisi e il figlio arrivò e venne chiamato Francesco in onore del Santo. Nei primi anni della vita trascorsa a Paola, Cosenza, a Francesco venne diagnosticato dai medici un ascesso ad un occhio impossibile da guarire, così, la madre, decise di inviare il figlio in un convento francescano per un anno e la malattia svanì. Traseritosi nel convento di San Marco Argentano, il piccolo Francesco dimostrò subitò i valori del sacrificio, dormendo per terra e trascorrendo lunghi periodi di digiuno e preghiera. A seguito, Francesco decise di recarsi ad Assisi per giungere alla tomba del Suo Santo protettore. Durante il cammino, Egli incontrò un cardinale lussuosamente vestito e, Francesco, lo rimproverò vistosamente. Successivamente egli costruì di proprio pugno una piccola cella per rifugiarsi in preghiera, ma poco dopo, altri frati chiesero ospitalitĂ , facendo così nascere l’ordine dei Frati Minimi che d’apprima si chiamavano Eremiti di frate Francesco. Nel 1452 Francesco iniziò la costruzione di una seconda chiesa e di un piccolo convento e in questo periodo, il futuro Santo fece numerosi miracoli tanto da suscitarne l’interesse del papa Paolo II che inviò un prelato a verificare e questo, non potè fare altro che accettarne le reali capacitĂ  del Frate. Sfortunatamente, Paolo II morì prima ancora di riconoscere la ComunitĂ  di San Francesco che avvenne tre anni piĂą tardi ad opera di Sisto IV. Francesco morì il 2 Aprile del 1507 a Plessis les Tours e sei anni dopo, Leone X lo proclamò beato, ma nel 1562, gli Ugonotti, ne profanarono la tomba bruciandone il corpo. I pochi resti del Frate vennero divisi in diversi conventi d’Italia, e solo nel 1955 vennero riuniti per essere posati nel Santuario di Paola nella sua Calabria. Pio XII lo nominò protettore della gente di mare italiana.

Amministratore @ 23:48
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Palmi

Posted on venerdì 30 marzo 2007

Il Comune di Palmi è composto da circa 20.000 abitanti. Facente parte della provincia di Reggio Calabria, Palmi fu dimora di Sant’Elia da Enna.

Palmi

Storia La crescita demografica di Palmi, avvenne intorno al decimo secolo in qui i profughi di Taurianum, devastati dalle scorribande saracene, si rifugiarono in questi territori. A seguito dell’invasione da parte del pirata Rais, la cittĂ  di Palmi venne riedificata munendosi di cinte murarie e torri. Tutto ciò venne distrutto nel terremoto del 1783 e successivamente, dal sisma del 1894 per essere a seguito coinvolta nel terremoto del 1908

Geografia Il territorio di Palmi è situato nella Piana di Gioia Tauro a confine con il comune di Bagnara Calabra.

Economia Il comune di Palmi, trae il suo sostentamento principalmente dal settore terziario composto da numerose attivitĂ  commerciali poste a ridosso del Tribunale. Di notevole importanza sono anche le strutture turistiche che offrono i propri servizi in prossimitĂ  delle localitĂ  Tonnara e Pietrenere, disponendo di numerosi Hotel, Villaggi ecc. Particolare attrazione turistica, risulta essere lo Scoglio dell’Ulivo catatterizzato dall’avere alla sua sommitĂ , appunto un albero di ulivo.

Da Visitare Grotta delle Sirene Chiesa di Maria SS. del Soccorso Chiesa del Crocefisso Chiesa di San Francesco d’Assisi

Amministratore @ 16:21
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Santo Anastasio

Posted on martedì 27 marzo 2007

Santo Anastasio, Monaco basiliano in Persia, martire nel 628 con altri 70 cristiani.

Le reliquie di Anastasio sono custodite nella basilica romana dedicata ai Ss. Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane.

Di fronte a Fossato fu eretta un’Edicola intitolata alla Divina Resurrezione di Cristo, che gli abitanti del luogo chiamano S. Astàsi o S.Anastasi: il nome (in greco Anàstasis, “Della Resurrezione di Cristo”) viene usato per indicare un tema iconografico ricorrente nell’arte bizantina e consistente appunto nella rappresentazione della Resurrezione di Cristo, solitamente connessa con la discesa agli Inferi.

La chiesetta in origine era tutta affrescata e piena di statuine, come hanno testimoniato gli anziani e, secondo lo storico prof. Antonino Costantino, i dipinti sulle pareti potrebbero essere il frutto della intuizione di qualche anonimo frate zoografo che, illuminato dopo giorni e giorni di preghiere e di digiuno, riprodusse la Divina Resurrezione di Cristo (achiropita, cioè non dipinta da mano umana). E ciò a ricordo dell’opera di S.Elèna, l’imperatrice che aveva ornato tutto l’Oriente Cristiano di oltre 300 chiese e basiliche e che a Gerusalemme, nel Santo Sepolcro, aveva fatto costruire una Rotonda in marmo di 12 colonne, che racchiudevano il Martirion e la Divina Anàstasis e una Sua statua, che sosteneva sulle spalle il Santo Legno.
E difatti, qualche chilometro a sud della chiesetta, di fronte all’abitato di Montebello, vi è il territorio di Santalèna, toponimo che vuole ricordare la santa imperatrice Elèna Flavia.
La ricercatrice Francesca Martorano, nel suo libro “Chiese e castelli medievali in Calabria” descrive la chiesetta di tradizione bizantina, i cui resti che affiorano alle pendici di Punta d’Argento, un colle che si eleva fino a 743 m sulla riva sinistra del torrente San Pietro. La quota del torrente presso il sito della chiesa è di circa m. 430, pertanto scorre circa 100 metri più in basso dei ruderi, a circa un chilometro a sud di Fossato.
Della chiesetta rimangono sconosciute le dimensioni complessive, essendo scomparsa qualsiasi traccia del muro meridionale e occidentale e dell’ingresso. Si tratta di una piccola aula (rettangolare o quadrata?) orientata, con abside e nicchie per prothesis e diaconicòn. Caratteristica di questa chiesetta è il profilo planimetrico a “ferro di cavallo”, sia delle nicchie che dell’abside, della quale si conserva soltanto la parte semicircolare. La Martorano ci fornisce le misure: il muro settentrionale è superstite per una lunghezza di m.1,08 e un’altezza di m.1,52, e lo spessore è di cm. 65. La parte absidale ha una lunghezza complessiva di m.2,84. La prothesis e il diaconicòn, di uguali dimensioni, misurano larghezza di cm.31, profondità di cm.25, altezza di m.1,02, da terra cm. 56. L’abside, larga m.1,08, profonda cm.80, ed alta m.1,75, ha il profilo del catino ribassato (h=cm.35). All’esterno le pareti superstiti sono completamente interrate, mentre a monte del muro orientale insiste un vecchio frantoio ormai inutilizzato.
Il prof. Domenico Minuto, che ha visitato la chiesetta nel 1972, ci dice che i muri sono costruiti ad impasto di pietre fluviali e laterizi, mentre il muro settentrionale presenta tracce informi di affresco (color mattone) verso l’angolo con la prothesis; nella calottina della prothesis, su tracce di fondo azzurro si vedono tracce di color mattone che lasciano intuire il disegno di un nimbo e di una veste; sulla veste, con disegno divenuto ancora più evanescente, si profila una mano che regge qualcosa. L’abside presenta tracce informi di affreschi e un arco leggermente schiacciato, anche la calotta è schiacciata, ma un largo squarcio a livello del terreno si vede una camera d’aria dietro di essa, formata dai muri che disegnavano all’esterno il profilo dell’abside. Nel diaconicòn si delinea, su fondo azzurro, il volto di un santo con barba fluente (nella foto del dott. Zema): sono ben visibili l’occhio e il sopracciglio destro. Il prof. Minuto, dall’esame della struttura muraria, ha proposto come data di edificazione l’XI secolo.
Giovanni Crea
Bernardino @ 22:53
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Amantea

Posted on lunedì 26 marzo 2007

Il Comune di Amantea è posizionato nella Calabria centroccidentale in provincia di Cosenza. Con una popolazione di circa 13.000 abitanti, Amantea risulta essere un noto centro turistico della costa tirrenica cosentina. L’abitato si sviluppa lungo la costa e su un colle; interessanti sono la chiesa di San Bernardino, del XV secolo, e i resti di un castello medievale, le cui fortificazioni sono collegate alla cinta di mura ancora presenti, in parte, intorno alla cittadina. Tradizionale centro agricolo, con produzione di primizie ortofrutticole, agrumi, olio e vino, è anche un porto di pesca e un centro di turismo estivo.

Amantea

Storia Di presunta origine Greca, Amantea fu un emirato arabo, assediata piĂą volte e lottando a lungo per la sua autonomia. Molti reperti storici risaltano la presenza di insediamenti durante l’etĂ  preistorica. Numerose sono inoltre le testimonianze archeologiche pervenuteci dalle popolazioni della Grecia. Nel 1094 per volere di Ruggero, duca normanno, venne eliminata la sede del vescovo che venne aggregata a quella di Tropea. La storia di Amantea è indissolubilmente legata alla rivolta calabrese contro i francesi di Giuseppe Bonaparte, ma dopo un lungo assedio, dovette arrendersi.

Economia Il Comune di Amantea trae il suo maggior sostentamento dalle attivitĂ  turistiche presenti nel territorio. Numerosi sono infatti gli Hotel e i lidi Balneari che ogni anno ospitano diverse centinaia di turisti organizzando quotidianamente escursioni per le Isole Eolie.

Da Visitare Ad Amantea è possibile visitare il Castello adagiato su un territorio pianeggiante di un colle roccioso che sovrasta il centro abitato. La Torre di Guardia, a contatto visivo con il castello, venne edificata intorno al XIII secolo a tutela difensiva della cittĂ . Il Convento di San Bernardino da Siena è una struttura religiosa di notevole bellezza architettonica e un esempio dell’architettura gotica della Calabria. Edificato nel 1436 per accogliere i frati minori Osservanti.

Amministratore @ 12:53
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