Brigantaggio in Sila

Posted on sabato 30 giugno 2007

Longobucco covo dei briganti In Calabria, ed in particolar modo in Sila, il brigantaggio non fu fenomeno di delinquenza comune; nacque dal gran malessere socio-economico di quegli anni (XVII-XIX sec.) e si dimostrò con tutta la sua violenza, che la miseria e l’ingiustizia, di un periodo in cui l’autorità corrotta e i notabili feudatari alimentarono. Molti furono i briganti, le cui gesta ancora oggi si raccontano, che occupavano i monti e le valli della Sila.

Torre Campanara

Brigantaggio a Longobucco Longobucco, prima e dopo l’Unità , ha dato vita a numerosi briganti. Tra i più famosi ed imprendibili Antonio Santoro, detto Re Curemme e, soprattutto Domenico Straface detto Palma. Palma, nato a Longobucco nel 1829, si diede al brigantaggio nel 1860 per non finir in prigione dopo aver schiaffeggiato un ricco signorotto di Rossano. Amante delle avventure aveva un singolare coraggio, che gli porto subito ad essere capo di una banda. Conosceva ogni angolo delle montagne silane, era inafferrabile, astuto, protetto dall’omertà della povera gente, verso la quale era di una generosità senza pari.

Brigante Palma

Ancora oggi a Longobucco, per elogiare qualcuno particolarmente coraggioso, si dice che “tena u curaggiu e Parma†(ha il coraggio di Palma).Il “re della montagna†fu ucciso la sera del 12 Luglio del 1869 in contrada Timpone Curcio di Spezzano Grande, forse a tradimento, da un suo amico.Tutto il territorio di Longobucco è legato alla storia del brigantaggio: non vi è luogo ove non sia stato avvistato, catturato o ucciso qualche brigante; non vi è piccola e povera casa utilizzata come nascondiglio o ricovero.

Rifugio Briganti

Sul Campanile venivano appese le teste mozzate dei briganti giustiziati. La tradizione vuole che i briganti sparassero alla sfera di rame posta sulla cuspide, per esercitarsi. Il luogo più importante e famoso covo dei briganti è la Petra e ra Gna Zzita, località posta di fronte al paese: la tradizione vuole che qui sia nascosto un favoloso tesoro costituito da una chiocca e da una quindicina di pulcini d’oro. I briganti, per conservar il segreto e proteggere il nascondiglio avrebbero sacrificato sul posto una giovane sposa.

Autore Francesco De Simone www.tessituralongobucco.it

Amministratore @ 13:06
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Grimaldi

Posted on venerdì 29 giugno 2007

Grimaldi è un comune appartenente alla provincia di Cosenza posto ai piedi del monte Santa Lucerna. Con un territorio di più di 24 kmq risulta essere attraversato da numerosi corsi d’acqua

Tradizioni Il comune di Grimaldi propone numerose tradizioni che si ripetono ormai da secoli tutti i Natali, Carnevale e Pasqua. La notte dell’avvento si accendono grandi falò in ogni rione mentre a Pasqua, si realizzano con rametti di canna, delle impalcature dove vengono appesi dei dolci tipici. A Carnevale, viene fatta girare per le strade del paese, un bara con all’interno “U Nannu” (il nonno) che con la sua morte preannuncia l’inizio di una nuova vita. Grimaldi

Da Visitare Nel comune di Grimaldi è possibile visitare le chiese di S.Pietro e Paolo risalente al XVII secolo, la Madonna della Foce, con la statua della Vergine considerata dai credenti come miracolosa. Consigiata è inoltre la visita alla Rupe Grimaldese, un’insenatura profonda tra blocchi rocciosi in un paesaggio lunare e affascinante abitato da splendidi Rapaci.

Amministratore @ 23:28
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Caloveto

Posted on lunedì 25 giugno 2007

Caloveto è un piccolo paese della Calabria situato a 375 metri di altura.

Storia
Caloveto nasce nel IX secolo  da un gruppo di monaci che, sfuggendo alla persecuzione iconoclasta, vi si stabilirono scavando nella roccia una serie di grotte adibite ad abitazione e da Monastero dove veniva adorato San Giovanni Calibita. Il nome del paese deriva dallo stesso Monastero (dal greco caluvi = pagliaio)

Caloveto

Patrimonio Storico
A Caloveto è possibile ammirare la chiesa dedicata a S.Anna, di stile normanno con tre rosoni sulla facciata . Al suo interno vi è una statua lignea di S. Giuseppe del 1700. Di fronte a questa chiesa, è ubicata la chiesa del Carmine che venne fatta costruire da una Nobildonna agli inizi dell’800. Di notevole importanza è il Palazzo De Mundo edificato nel ‘900.

Prodotti Tipici
Il territorio di Caloveto vanta una notevole coltura e produzione di gastronomia e prodotti tipici. Le Olive, la cui raccolta è praticata sia in forma tradizionale che attraverso delle tende. Alleolive è legata la produzione di olio dei numerosi frantoi presenti nella zona. Oltre all’olio riscuotono notevole rilevanza l’usanza dell’uccisione del maiale  e la produzione di formaggi che vengono detenuti nelle 50 aziende per un totale di 1000 capi Prodotto ricercatissimo è la Sardellina conservata con sale e pepe in primavera e consumata durante l’anno.

Amministratore @ 20:19
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Comunità Montana Sila Greca

Posted on domenica 24 giugno 2007

Scheda Informativa La Comunità Montana della Sila Greca è una confederazione dei centri e comuni presenti all’interno della zona Silana che si affaccia sullo Jonio. Questa risorsa, oltre a tutelare il patrimonio naturalistico, favorisce la promozione turistica e culturale di questi territorio, organizzando ed offrendo servizi atti alla conoscenza e alla scoperta di queste zone. I comuni facenti parte della comunità Montana sono 12 e sono: Calopezzati, Caloveto, Campana, Cariati, Cropalati, Longobucco, Mandatoriccio, Paludi, Pietrapaola, Rossano, Scala Coeli, Terravecchia. La sede di questa importante risorsa è ubicata a Rossano e comprende un territorio di più di 97.000 Ha. Al suo interno sono tutelati numerosi ed importanti corsi d’acqua come il Triionto, il Cino

Sila Greca

Storia La frequentazione da parte dell’Uomo di questi territori, risale all’epoca dell’età del ferro. Successivamente, attorno al 1700 a.C una popolazione nota con il nome di Enotri si insedia nelle colline della Sila Greca inziando una vosta coltivazine di vitigni. Agli Enotri, si susseguirono i Brettii o Bruzi, che al contrario dei predecessori, si dedicavano principalmente alla guerra costruendo numerosi centri militari e di fortificazione attuo a difesa del territorio. La civiltà dei Bruzi però, svanisce con l’avvento dei Romani che avviarono una vasta campagna di latinizzazione del territorio e insediendo gli usi e gli stili architettonici, costruendo ville rurali e centri commerciali. A seguito della Caduta dell’impero Romano, il territorio pianeggiante della Sila Greca, viene abbandonato dalle popolazioni che si insediarono nell’entroterra silano. I Bizantini, collocano in questo territorio, importanti centri strategici e militari. Intanto attorno al 1400 i Saraceni distrussero Bisanzio e inizio così la decadenza di questo territorio. Cento anni dopo, il territorio della Sila si ritrovò fuori dagli interessi Europei e non venne considerata come importante risorsa del Meridione. Pertanto, accrebbero i malcontenti della popolazione che sfociarono nel Brigantaggio, fenomeno, che proseguì sino al 1800.

Flora Sila
Amministratore @ 11:09
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Piana di Sibari

Posted on sabato 16 giugno 2007

Nella Regione della Calabria, racchiusa tra il Mar Jonio, la Sila ed il massiccio del Pollino, giace la piana di Sibari, la più estesa delle pianure Calabresi. E’ una pianura di origine alluvionale di circa 200 Kmq creata dal fiume Crati.

Storia I reperti archeologici, affermano che questo territorio è stato frequentato dall’uomo in età del bronzo e in quella del ferro da popolazioni indoeuropee. Il nome della Pianura deriva da Sybaris, un famosa città della Grecia. Divenne in breve tempo un’importante centro commerciale. Leggendarie divennero le raffinatezze dei costumi degli abitanti di questo territorio finchè nel 510 a.C venne distrutta dalla rivale Crotone. Venne successivamente abitata da popolazioni come gli Enotri e i Bruzi dediti ad attività come pastorizia e agricoltura. Sul finire degli anni ‘50, la piana di Sibari conobbe un periodo di importante evoluzione economica non solo della Calabria ma di tutto il Mezzogiorno.

Piana di Sibari

Città

Le principali città della Piana sono: Corigliano Calabri, Rossano, Cassano allo Jonio, Terranova da Sibari, Castrovillari. Altre all’intensa produzione di clementine, questo territorio vanta importanti risorse turistiche e culturali.

Amministratore @ 12:54
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