Mille anni di storia legano Mongiana ad un territorio ricco non solo di quella materialità che ne ha fatto la culla di un fermento industriale durante il regno borbonico, ma ricco, ricchissimo di una spiritualità che si respira ancora oggi in un palcoscenico di ricercata bellezza naturale che è uno dei più suggestivi del territorio calabrese: la catena montuosa delle Serre. Mongiana, costruita su un disegno dello spagnolo Massimiliano Conty, nasce nel 1771 come filiazione delle più antiche “Ferriere del Bosco del Demanio di Stilo” ed è, oggi, quello che resta delle“ Reali Ferriere ed Officine di Mongiana”, di quello spaccato di storia industriale che il Mezzogiorno d’Italia ebbe la “fortuna” di vivere grazie al governo dei Borboni.
Storia La monarchia borbonica ricoprì, infatti, un ruolo fondamentale per l’economia di un territorio che, grazie al vigore e alla potenza riscontrabili in tutto quello che un tessuto industriale della portata di quel distretto siderurgico, che comprendeva oltre alle ferriere di Mongiana il complesso di Ferdinandea, edificato grazie al loro impegno e ai loro sforzi, ha rappresentato: stimoli economici, appunto, ma anche sociali, politici e culturali. Della ricchezza dei grandi giacimenti di ferro legati al comprensorio delle Serre, e dell’attività di alcune ferriere, se ne conosce traccia fin da tempi anche di molto precedenti: Tommaso Campanella ricorda i ricchi giacimenti della sua Stilo che costituiva la zona mineraria più ricca del Regno di Napoli; e già al tempo in cui inizia la reale storia di questo comprensorio, il ferro, con le sue grosse concentrazioni, e le grandi risorse spontaneamente offerte dalla natura incontaminata in uno scenario suggestivo come pochi, aveva dato impulsi, questa volta, legati ad un importante evento che farà di questo territorio un luogo spiritualmente elevato, e la cui spiritualità, tangibile in ogni sua sfaccettatura, si respira ancora oggi fin dai suoni che la natura riesce a trasmettere a chiunque vi si avvicini. Nell’anno 1091, infatti ,Bruno di Colonia, proveniente dalla Gran Certosa in Francia e fondatore del primo insediamento dell’ordine Certosino in Calabria, aveva scelto questi luoghi per potersi dedicare indisturbato alla solitudine e alla preghiera, e ricevette in dono da Ruggero Guiscardo il Normanno, conte di Calabria, i proventi delle miniere di ferro e dei forni fusori esistenti nel territorio di Stilo e Arena: ecco, dunque, come la materialità e la spiritualità di un luogo si fondono nel nome di una risorsa tutta naturale, frutto di quella natura tanto generosa che aveva fatto la sua parte diventando elemento fondamentale di uno sviluppo economico, culturale e sociale.
E’ in giornate calde come quelle di un’estate torrida che il desiderio di risalire i boschi e farsi cullare dalle fresche pinete di Mongiana diventa un pretesto per rimettere in moto tutto un susseguirsi di emozioni. La fantasia e l’immaginazione si fanno spazio e il pensiero inizia a ripercorrere tracciati ormai consumati ma che fanno di quella strada, che da Pizzo Calabro (uscita autostrada) sale verso il territorio della Serre, un percorso intimamente legato ad un’emozione: quella di arrivare dove la natura e le suggestioni, che grazie al suo fascino si susseguono, diventano tangibili a chiunque si appresti ad esplorarla.
Man mano che dal Bivio dell’Angitola si sale verso la montagna, in direzione Serra San Bruno, la vegetazione muta nei colori e nei profumi: ciò che è reso secco e ingiallito dalla calura estiva lascia il posto a fitte pinete, verdi e imponenti, che accarezzate dal fresco venticello di montagna generano un leggero mormorio e sembrano sussurrare cose incantate! Salendo da Serra San Bruno per arrivare a Mongiana, la pineta “BOSCO SANTA MARIA, Piantagione 1955 – 1956”, posta sui due lati della strada, crea una passaggio che diventa una sorta di tunnel, dove si ha la sensazione che sia la natura a darti il benvenuto con un ingresso fatto di profumi e di un silenzio che parla attraverso raggi di luce filtrati dagli alberi. Dunque Mongiana si avvicina: dopo l’ultima curva prima di entrare nel paese, i sensi si risvegliano, ritornano alle loro funzioni, avvertendo ciò che solo posti come questo, in cui il tempo rimane fisso in uno spazio senza confini, ti danno la possibilità di avvertire. I profumi, i sapori, le percezioni visive rimangono immutate e immutabili, rendendo questo posto unico in mezzo a tanti, e la semplicità delle piccole cose quotidiane ti danno la sensazione di ritornare ad essere padrone del tempo.
Cosa trovate a Mongiana Il paese lo si percorre tutto attraverso ricordi che appartengono al passato, un passato che non esiste più se non in quei pochi accenni che sono l’essenza stessa di una storia già vissuta e che appartengono ad un luogo che non ci si stanca mai di ripercorrere. Ma Mongiana è fatta anche, e soprattutto, dalla sua gente, dalle sue tradizioni, dalle pinete che da sempre fanno parte del suo paesaggio; e ancora i boschi di castagni, il profumo dei funghi appena raccolti, i sapori che la terra sprigiona nei suoi frutti che diventano unici e impareggiabili: le cose vere della vita di tutti i giorni, il pane cotto nel forno a legna, le pannocchie da assaporare scottate sulla brace, le giornate da passare in campagna per godere delle memorie che catturano i sensi, tutti.
Da Visitare E se si è amanti delle lunghe passeggiate all’avventura o per percorsi già tracciati, allora vale la pena farsi accompagnare dal suono dei ruscelli, che rimarcano la presenza di acqua fresca da bere direttamente alla fonte, attraverso valloncelli, fiumiciattoli, in mezzo a boschi variopinti dove un’esplosione di colori, profumi e forti emozioni diventano parte integrante di un’ unica cornice. E’ possibile visitare il centro siderurgico che è stato di recente ripristinato ed attualmente in restauro con lo scopo di creare un museo con una riqualificazione turistica del territorio. Autore www.mongiana.com Sentiero Frassati