Domenica, 8 Apr 2007
Corigliano Calabro è un comune di circa 40.000 abitanti appartenente alla Provincia di Cosenza .
Storia In posizione panoramica sulle ultime propaggini settentrionali della Sila Greca, sorge Corigliano (circa 35 600 abitanti). Benché il nucleo originario della città risalga all’xI secolo, l’elemento che ne sintetizza la fisionomia storica è il Castello: sottoposto nei vari secoli a rimaneggiamenti e restauri, riflette l’avvicendarsi delle famiglie che infeudarono la città, i Sanseverino e i Saluzzo di Genova. Questi ultimi nel 1616 posero le basi per una lenta ripresa economica e realizzarono consistenti trasformazioni nella vecchia struttura. Nel Settecento Corigliano registrava una popolazione di 8000 abitanti nei quattro quartieri. Il nucleo principale della città si è mantenuto intatto nella sua configurazione fino al 1868: da questa data cominciano a sorgere abitazioni al di fuori dei tradizionali quartieri. La ricchezza e fertilità delle aree agricole di pianura, integrata con le risorse della montagna, ha provocato un impetuoso sviluppo del reddito complessivo e della popolazione.
Da Visitare La visita può iniziare dall’ingresso della città, dove si trova la chiesa di S. Antonio (sec. xv). Rifatta nel 1740,presenta una navata e tre cappelle laterali per parte, sormontate da cupole che completano il discorso architettonico sottolineato dalla cupola principale; le cupole sono rivestite di piastrelle maiolicate turchine e gialle; l’interno è ricco di stucchi, marmi policromi e decorazioni settecentesche. Risalendo lungo la pittoresca via Roma si è sovrastati dal ponte-canale, alto circa 20 metri, a doppio ordine di arcate, costruito nella seconda metà del Quattrocento, che portava l’acqua nella città. Dalla centrale piazza del Popolouna deviazionepermette di raggiungereil complesso(chiesa e convento) di S. Francesco del xv secolo, sorto come complesso monastico isolato e inglobato poi nel tessuto urbano. La chiesa, a navata unica, è improntata a una estrema semplicità, anche per le trasformazioni realizzate nel 1839; tuttavia si riconoscono ancora alcuni manufatti settecenteschi. Tornati in piazza del Popolo, si può risalire il tipico quartiere di Ognissanti, giungendo alla parrocchiale di S. Pietro, dell’xI secolo, ma rimaneggiata nel Settecento.

La pianta basilicale è divisa in tre navate con decorazioni barocche: vi si possono notare un fonte battesimale del Seicento, l’altare maggiore con paliotto a tarsie marmoree policrome (sec. XVIII).Di fronte si erge l’imponente Castello, che conserva del primo impianto (sec. XI-XII)solo il pavimento del maschio, il quale era il nucleo fortificato delle strutture difensive dell’abitato: nel Quattrocento si sviluppò invece il quadrilatero inferiore. Proprietà feudale dei Sanseverino, il Castello passò ai duchi di Saluzzo e nel 1828 ai baroni Compagna, che lo fecero restaurare nelle forme attuali. Scendendo poi per piazza Cavour si raggiunge la chiesa di S. Maria (forse sec. XI),rifatta nel 1744.Pregevoli il Battistero a forma templare con tarsie policrome, gli altari marmorei e vari dipinti di scuola napoletana. Per tornare a piazza del Popolo si possono fare due itinerari: uno per via Toscano e i caratteristici vicoli fino a via Diaz, dove si trovano il palazzo Sollazzi con facciata barocco-napoletana e la Porta Brandi, l’unica rimasta della cinta medievale; da via Diaz per via Capalbo e, poi, via dei Cinquecento si raggiunge via Roma. Col secondo percorso, tornando a piazza Cavour e sotto il Castello, si scende fino al convento delle Clarisse e di qui a piazza del Popolo. La visita può essere completata con il convento dei Carmelitani e con la chiesa della Madonna del Carmine,una tra le più interessanti della città. Anche se i rifacimenti tardobarocchi ne hanno modificato l’aspetto e alcuni più recenti, sulle coperture delle navate laterali, ne hanno alterato le proporzioni architettoniche, la facciata con i tre portali lapidei gotico-catalani quattrocenteschi conserva elementi di ricercatezza artistica e formale. La chiesa ha un probabile impianto trecentesco con aggiunte posteriori attestate da un affresco nella lunetta del portale con stemma dell’arcivescovo di Rossano G. G. Lagni (1493-1509).
Economia Il Comune di Corigliano Calabro è un’importante centro commerciale e agricolo. Notevole è la produzione di arance, olio e soprattutto latticini. Anche la pesca, supportata dal porto di Corigliano, risulta essere in continua espanzione proprio come il turismo che sfrutta una particolare posizione sul mare per offrire numerori Alberghi, Appartamenti e Campeggi ai Turisti che possono usufruire della notevole vicinanza di Corigliano alla Sila e al suo parco Nazionale.
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