Giovedì, 27 Dic 2007
Lo Zibibbo, il Magliocco, la Malvasia, il Sangiovese, il Greco,l’Aglianico, l’Olivella: varietà di uve che in questa zona danno un vino bianco e rosso che si caratterizza per delle proprie peculiarità e che si identifica con il nome delle varie località.
Limbadi è una delle capitali del vino: quello che prende il suo nome è rosa-rubino, sapore asciutto con vena amarognola, da tutto pasto, ed è prodotto con uve Magliocco al 50%, integrate da Grecorosso, Montonico, Bordeaux e alcune parti di uve bianche; poi c’è lo Zibibbo, prodotto con uve passite del vitigno omonimo. Questi vini sono sono i più rinomati, anche se non conosciuti come i classici vini calabresi, e acquistabili presso numerose aziende e fattorie.

Ma ogni paese ha un proprio vino, spesso di qualità eccellente: Parghelia, Coccorino, Longobardi, Zambrone. Ma soprattutto Monterosso Calabro, dove si può gustare l’ottimo Vinciguerra, un vino generoso che ricorda il Mangiaguerra della Storia naturale dei vini di Andrea Bacci, il medico di Sisto il quale vanta anche la bontà dell ‘Aglianico, anche esso prodotto in queste zone.

E c’è anche il Cafaro, prodotto con uve Magliocco. Circeo rossa e bianca, Mantonico, nella zona di Nicotera. Ha colore rosso rubino, sapore asciutto e sapido. Può invecchiare diversi anni. È ottimo per accompagnare le carni rosse e la cacciagione. Del resto, la produzione del vino in queste zone è attestata da testimonianze tangibili: a Pannaconi, in località Grancara, ad esempio, è visitabile la "pars rustica" di una villa romana in cui è presente una vasca per la spremitura dell’uva e nelle vicinanze sono visibili l resti di un deposito per la conservazione del vino.
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