Venerdì, 10 Ago 2007

A Laino Borgo sale la febbre del Palio

A Laino Borgo è tempo di ‘Paliu cui ciucci’

Al via il 13 agosto la divertente due-giorni della corsa con gli asini. Si corre il 14

Se nell’area centro settentrionale della penisola italica si nomina il ‘Palio’, associare al termine la celebre cittadina toscana di Siena è operazione pressoché immediata. Stupirà sapere che, sebbene geograficamente (e non solo) agli antipodi, lo stesso succede con Laino Borgo, alta provincia cosentina, teatro, nelle giornate del 13 e 14 agosto, dell’altrettanto celebrato ‘Paliu cui ciucci’.

Manifestazione divenuta, ormai, fiore all’occhiello dell’estate lainese, il Paliu cui ciucci rappresenta un ‘must’ per chiunque, turista e non, voglia trascorrere due giorni di divertimento allo stato puro. L’atmosfera contradaiola comincia a pervadere il borgo calabro sin dalla prima settimana di agosto, quando ognuna delle sette contrade in cui viene suddivisa la cittadina lainese addobba i propri spazi con i tradizionali colori del Palio (Cagghienti / bianco-verde; Casalettu-Vavuosu / bianco-nero; Mbedi u Burgu / verde-nero; Sant’Agustinu / giallo-verde; Sant’Antoniu / rosso-verde; San Biasu / giallo-rosso; Santu Vastianu /rosso-blu), poi il tripudio di colori si sposta, in data 13, sulle tavole, quando, dopo il tradizionale sorteggio degli asini e il relativo abbinamento con le contrade, si dà il via, contemporaneamente, a sette fastosissimi banchetti resi pregevoli dalle bontà gastronomiche locali: una vera e propria gara all’ultima briciola, che precede l’attesissima corsa degli asini, prevista per il giorno 14. Curioso, a tal proposito, il fatto che gli asini in concorso portino i nomi delle più tradizionali specialità culinarie lainesi: mulingiana (melanzana), fasulu (fagiolo), laganieddu (tagliolino), zafarana (peperone), cavatieddu (gnocco), cangarieddu (peperoncino), rascatieddu (fusillo).    

Terminata la ‘corsa al piatto’, è la volta dell’adunanza delle contrade e delle rispettive tifoserie in Piazza Navarro, cuore dell’abitato e punto di partenza del caratteristico serpetone-umano-multicolore che a suon di trombe, piuttosto che di tamburi e slogan, raggiunge il circuito della gara. A guidare l’immane fiumana di gente alla volta del campetto sportivo, teatro della singolare gara all’ultimo asino, il tradizionale carroccio trainato da due mastodontici buoi e recante il Palio in concorso, nonché, novità 2008, 7 eleganti cavalli (con rispettivi cavalieri), in rappresentanza delle contrade in concorso, oltre ad un purosangue bianco, simbolo del neo riconosciuto titolo di Città al borgo lainese.

Giunte nell’area del circuito pro gara, ennesima novità dell’anno, ognuna delle sette contrade avrà ca. due minuti a disposizione per dimostrare, attraverso canti, inni o balli la propria fede contradaiola, fino a quando la campana del carroccio non richiamerà tutti al silenzio per l’inizio della gara.

Tifo da stadio per i sette asini in gara sui quali grava la responsabilità della vittoria, al momento nelle mani di Santu Vastianu, vincitrice dell’edizione 2007. Cinque giri completi e sarà nuovamente tempo di festeggiare il vincitore 2008, che riceverà, dalle mani degli organizzatori, il prestigioso Palio realizzato dall’artista lainese Sara Palermo.

Per quanti, infine, volessero effettuare un pronostico sul vincitore, basterà visitare il sito www.paliucuiciucci.tk

 

Rossella Regina 

 






Argomenti Simili:
Palio cui Ciucci
Laino Borgo
S. Agustinu stravince l’XI edizione del Paliu cui ciucci di Laino
Laino Borgo è in rock

Commenti non disponibili.