Natuzza Evolo da Paravati
La Vita.
Natuzza Evolo, nasce il 23 Agosto del 1924 a Paravati, frazione della Proviincia di Vibo Valentia. La piccola crebbe senza il padre, emigrato in Argentina e la madre Maria costretta ad una vita di stenti.
Senza mai conoscere gli ambienti scolastici, Natuzza praticò con assiduità il catechismo e alla volta della sua prima comunione , si accorge che la sua bocca si riempe di sangue e lei, timorosa di aver peccato non riferisce dell’accaduto a nessuno. Da li in poi, si moltiplicheranno i segni di un’anima prescelta quando nel 1938, andò a lavorare come donna di servizio presso l’avvocato Silvio Colloca. Proprio nella casa di questi accadde uno tra i numerosi avvenimenti che costernarono la vita di Natuzza Evolo. Durante una giornata, la signora Colloca offre del caffè ad alcuni suoi ospiti e Natuzza, incredula, chiede a quella come mai non avesse versato del caffè anche al Sacerdote. La Signora incredula dal fatto di non riuscire a vedere alcun sacerdote, si sposta in salotto con gli ospiti e proprio uno di questi, riferisce alla signora che egli stesso aveva un fratello sacerdote morto da anni e così chiesero a Natuzza di descrivere ciò che vedeva e altro non poteva che rispondere alle reali caratteristiche del defunto sacerdote.
Nei giorni seguenti Natuzza vede altri defunti che spesso trattasi di parenti dei Colloca o di loro amici. Nel 1939 comincia a manifestare svenimenti e perdite di coscienza, e, una volta ritornata in se, raccontava di aver parlato con Gesù e la Madonna.Il Giorno della Cresima di Natuzza, segna un altro passo importante di questa vita dedita al prossimo. Torna infatti a casa Colloca a seguito del Sacramento e si accorge di avere la maglia bagnata e scoprendosi, scopre una grande croce di sangue.
La Famiglia Colloca inizia ad avere timori di voci che cominciavano a sollevarsi circa la casa dell’avvocato e, onde evitare di compromettere lo studio professionale, conducono Natuzza da un esorcista tale padre Antonio Albanese.
A seguito i Coniugi Colloca cominciano ad avanzare l’ipotesi di allontanare la piccola Natuzza e, quando la signora si avvia in camera per avviare il discorso, trova Natuzza in un mare di lacrime e le dice che una signora dalla voce rauca, le aveva detto le i Colloca volevano allontanarla dalla Casa. A seguito di un discorso chiarificatore, la signora Colloca scoprì che quella Signora era la propria mamma morta di un male alla gole che le aveva causato il raucismo.
Nel 1943 si sposa con Pasquale Nicolace, un giovane falegname arruolato in esercito, e nascono i figli Salvatore, Antonio, Anna Maria, Angela e Francesco.


