Lunedì, 9 Apr 2007
Da Visitare a Locri Dal momento che I moderna Locri non presenta particolare interesse vi consigliamo di recarvi agli scavi dell’antica Locri tramite la statale 106 in direzione sud.
Uingresso alla zona degli scavi è costituito dal museo archeologicoin cui sono custoditi i ritrovamenti preellenici, ellenici e romani provenienti dall’entroterra. Alle spalle del museo giaccionoi resti del Tempio di Mamsà, uno dei pochi esempio di tempio jonico dell’Italia meridionale. I reperti di scavo hanno attestato che l’edificio ebbe due fasi di sviluppo, corrispondenti ai resti di due diversi templi sovrapposti: il primo risalente alla fine del vII-inizioVIsecolo e il secondo, più grande e con diverso orientamento, del V secolo. In quest’ultimo, sono stati recuperati i due insigni gruppi equestri marmorei dei Dioscuri e una statua acefala di una Nereide pure in marmo, tutti custoditi nel Museo di Reggio. Davanti al tempio sono affiorati i resti di un tratto di mura in blocchimegalitici con il basamento della ciclopica torre di Parapizza, a pianta circolare. Ritornati verso l’Antiqual’Ìum si imbocca un ampio rettifilo cne conduce al «duomo»,l’antica via costiera pedecollinare, e di qui un sentiero porta in breve al Teatro.
I resti sono costituiti da una parte del koilon (cavea), dal piano dell’orchestra e da alcuni avanzi della scena. A breve distanza verso nord-est una teca cilindrica monolitica, scoperta nel 1959, ha restituito un prezioso corpus di 39 tavolette di bronzo iscritte costituenti (secondo il De Franciscis) parte dell’archivio del Tempio di Zeus Olimpio. All’atto del rinvenimento la teca era stata violata e il contenuto disperso, per cui non è certo che quello recuperato rappresenti tutta la consistenza dell’archivio. Poco più oltre, la casa Marafioti sorge sui resti, ricoperti, del basamento del Tempio dedicato a Zeus: dorico (sec. VI-Va.C.) con colonne scanalate e capitelli arcaici in calcare; al suo interno è stato recuperato un gruppo fittile costituito da un busto muliebre su cui poggia un bellissimo efebo nudo a cavallo, databile tra il 470 e il 460 a.C., ora a Reggio Calabria. Tornati ancora al museo, si procede sulla statale verso sud e a circa 200metri, prima del bivio per Portigliola, in contrada Centocamel’e sono visibili gli scavi dei quartieri artigiani e commerciali della città. Nella località Quote San Francesco, più vicina alla Torre dei Corvi o di Gerace, eretta al tempo delle incursioni saracene e di forma circolare, sono stati scavati avanzi edilizi di età romana fra cui i ruderi di thermae. Di qui, procedendo per le strade campestri delJ’Imperatore e di Caruso, si giunge alla località Mannella, dove particolare menzione merita il Santuario di Persefone, della seconda metà del Vsecolo a.C.: nella costruzione sono stati rinvenuti i resti di un’edicola tesauraria confavissa centrale quadrata, al cui interno è stato possibile recuperare un gran numero di terrecotte votive e un magnifico corpus di pinakes con 176 soggetti diversi, unico al mondo nel suo genere. Attraverso viottoli stretti ma sempre asfaltati la visita può essere completata con lo splendido basamento della torre delle Cartellace, che sorge sulla più meridionale delle tre cuspidi del circuito murario a monte.
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