Lunedì, 30 Apr 2007

Otranto: tra oriente ed occidente

Otranto non è solo il punto geografico d’Italia più proiettatto ad oriente, ma rappresenta anche il trattino di unione tra la cultura europea e quella asiatica, tra cristiani e musulmani, tra cattolici ed ortodossi.

Otranto Point

Le origini di Otranto si perdono nella notte dei tempi. Da scavi effettuati nel centro della città sono stati rinvenuti resti risalenti all’età del bronzo. Al riguardo particolare interesse rivestono i ritrovamenti effettuati agli inizi degli anni ‘70 allorquando alcuni speleologi del salento hanno scoperto delle aperture nella grotta dei Cervi che li hanno condotti verso interessantissimi graffiti e pittogrammi risalenti al neolitico. In epoca Messapica la città diverrà il porto di riferimento delle città dell’entroterra (Vaste, Veretum, Mruo etc.) per i traffici con la Graecia. Ma è in epoca Romana che Otranto otterrà una propria soggettività grazie soprattutto al suo porto che diverrà il punto di riferimento per le partenze verso est soppiantando in diversi periodi anche quello di Brindisi. In quest’epoca Otranto diventerà municipio Romano e sarà autorizzata a battere moneta. Con la caduta dell’Impero Romano Otranto diverrà il punto di riferimento per l’Impero di Bisanzio per i possedimenti nell’Italia Meridionale. In particolare con la seconda dominazione Bizantina Otranto attraverserà il periodo più florido della sua storia. Tra il x e l’XII secolo rifiorirono infatti le arti e le lettere che troveranno nel vicino Monastero di San Nicola di Basole il punto di irraggiamento. Il monastero era gestito da Monaci Basiliani, quindi di rito bizantino, che avevano ancora un forte legame culturale con l’altra sponda dell’adriatico. Qui era presente una biblioteca vastissima ove era possibile la consultazione e lo studio dei testi oltre che avere alloggio gratuito. Una sorta quindi di "casa dello studente" in anticipo col sorgere delle università di Bologna e di Napoli in epoca Sveva. La città con la fine della dominazione bizantina si troverà di colpo da posizione di perno a posizione di periferia. Come se non bastasse nel 1480 si alzarono le mire espansionistiche turche che dopo aver provocato la caduta dell’Impero di Bisanzio puntavano all’Italia ed a Roma in particolare partendo proprio dalla presa di Otranto. La città fu quindi assalita da forze preponderanti (oltre 18000 soldati e 150 navi contro poco più di cinquemila otrantini) e nel giro di due settimane fu costretta alla resa. Il re di Napoli aveva lasciato sguarnito il fronte orientale perchè occupato nella guerra contro Firenze. Il 14 agosto 1480 Achmet Pascia (capo delle forze turche) non pago del sangue fatto versare fece portare sul colle della Minerva 800 Otrantini maschi sopravvisuti e li obbligò a abbracciare il Corano per aver salva la vita. Al rifiuto degli 800 inziò il massacro, tutti furono decapitati. La città verrà liberata solo un anno dopo ad opera di Alfonso d’Aragona. La storia della città è come se si fosse fermata a quel giorno dell’eccidio; infatti nel periodo a venire mai ritornerà ai fasti ed alle attività del periodo più florido. Solo da ultimo grazie soprattutto alla sua natura, e specialmente al suo mare, ritenuto tra i più puliti d’Italia, sono riprese con vigore le attività commerciali legate sopratutto al turismo ed alle attività ricettive. Sono nate infatti molte strutture tra cui hotels e bed and breakfast facendo di Otranto una delle principali meta per le vacanze non solo della Puglia. Parte così con il turismo il tentativo di riscatto di una città che ha avuto sempre nella storia un ruolo di primo piano.






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